Non è tanto la fede nuziale che si porta all’anulare, è l’anulare che ha questo nome perché è il dito che porta l’anello, questo dice una tradizione antichissima che trova le sue origini persino nella civiltà egizia. Un’usanza ascrivibile alla credenza secondo la quale una vena, detta “vena amoris”, arrivava dal dito direttamente al cuore.

Una storia dunque che inizia in tempi lontani per la fede, simbolo dell’amore eterno, E che ha visto cambiamenti nei materiali di realizzazione e persino nel nome con cui veniva indicato, ma non ha mai perso la sua connotazione di “circolo della vita” ed “eternità”, data proprio dalla forma circolare, da sempre indice di perfezione.

Non sempre è stato d’oro, come accennavamo, ma inizialmente in ferro, ad esempio durante l’epoca romana. In quel periodo la fede si chiamava “vincolum”, segno di legame fra gli sposi, e veniva portato dagli uomini, prima di essere esteso alla donna. E fu con l’influenza cristiana che si passò quasi universalmente all’oro, metallo sinonimo di eternità.

Curioso poi è sapere che è solo dal 1500 che la fede nuziale si porta anche dopo la cerimonia, e che si usa incidere su di essa il nome degli sposi solo a partire dal XVII secolo.

In ogni caso, al di là dell’evoluzione e della diversità delle culture, è straordinario riconoscere l’universalità di questo piccolo oggetto, carico degli stessi significati di migliaia di anni fa e immancabile sigillo di ogni matrimonio!

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